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  • Inserito 26/06/2006 17:23:41 da Giovjk
  • Data dell'ultimo testo inserito: 06/10/2006 15:48:41
  • E' stato visto 2610 volte
  • Il capitolo Un sogno, un criminale e 10.000 miglia è stato inserito 03/07/2006 15:31:13 da Hartigan
  • Il capitolo è stato visto 426 volte

  1. Carol e la voce
  2. Carol e gli specchi
  3. Jim e la voce
  4. Carol sott'acqua
  5. Carol e i ricordi
  6. Jim e l'anello
  7. L'attesa
  8. Mary
  9. Nero cenere (Matteo - Italia - 1991)
  10. Il passato non si dimentica di te.
  11. Scherzi del destino
  12. Le spiace se pelo un'arancia?
  13. Un sogno, un criminale e 10.000 miglia
  14. L'incontro
  15. Agenzia investigativa Giorgio F.
  16. Gli specchi di Jim
  17. Hollywood
  18. Jim e Clint
  19. Una lettera per Clint
  20. Potrei vedere la casa?
  21. Un bacio al chiaro di luna
  22. Tutta la mia fiducia
  23. Amore per sempre
  24. Se dovessi rimanere indietro
  25. Che storia ? mai questa?
  26. Solo pensieri.
  27. Le regole del giallo, di Giorgio F.
  28. Eureka!
  29. Una seconda chance

Un sogno, un criminale e 10.000 miglia

"Jimmy, ti hanno mai detto che sei un ragazzo dannatamente fortunato?"

"Almeno un centinaio di volte negli ultimi mesi…"

"Mi dici perché diavolo sei andato via con quel tizio?"

"Non volevo fossi tu a dover viaggiare nel carro funebre…"

"Non c'era Mary in quella macchina…"

"Come sarebbe a dire?"

"Sarebbe a dire che sei salito nel carro funebre di un mezzo matto, un italiano."

"E cosa voleva da me?"

"Pensavo potessi dirmelo tu"

"Ma io neppure lo conosco."

"Sicuro?"

"Certo che ne sono sicuro, Jack, ma che ti prende?"

"Jimmy, c'è la polizia quà fuori. Appena starai meglio dovrai seguirli alla centrale."

"Lo sanno gli sbirri che non ero io a guidare, vero?"

"Sì, lo sanno."

"E allora cosa vogliono da me?"

"Niente, solo farti qualche domanda. Senti Jimmy, dobbiamo parlare."

"E di cosa?"

"Di te: non so niente di te e del tuo passato, e neppure vorrei essere costretto a chiedertelo. Ma quelli là fuori vogliono delle risposte. Sei qui da quattro mesi, più di quelli consentiti per un viaggio turistico; hai distrutto una Buick, hai dichiarato il falso denunciandone il furto, e adesso questa storia del carro funebre. Hanno trovato il tuo passaporto tra i rottami della macchina. Sei stato in America tre volte negli ultimi tre anni, e due anni fa sei stato denunciato per guida criminale. Hai avuto un processo per quel reato, e non ti sei neppure presentato al processo Jack, mi dici che ti frulla in testa?"

“Ecco, lo sapevo… Sei un Agente Federale…”

“Li ho sentiti mentre ne discutevano proprio quì davanti. Cristo Santo, Jimmy...Credevo parlassero di Billy the Kid, invece eri tu…”

"Era una Pontiac, come quella di Michael Knight"

"Come?"

"La macchina dentro il canyon, non è una Buick, è una Pontiac Grand AM 3200 V6"

"Jimmy, basta cazzate adesso."

"Sanno qualcosa della Pontiac?"

"Non lo so. Non credo. A quanto ho capito per adesso vogliono solo sapere se conoscevi lo psicopatico che voleva portarti con sé all'inferno."

"Vuoi dire che non è stato un incidente?"

"Questo è sicuro."

"E la macchia d'olio?"

"Ti ha salvato le chiappe. Quel pazzo puntava dritto al distrubiture di benzina. Se non era per quella macchia d'olio

  adesso saresti un mucchio di cenere."

"Io non capisco…Se nemmeno lo conoscevo. Perché?"

"E che ne so. Magari il mese scorso gli hai pestato un piede, o forse in Italia gli hai fregato la fidanzata. Jimmy,

 dobbiamo parlare, adesso, prima che ti interroghi la polizia. Mi devi raccontare tutto di te."

"D'accordo, cosa vuoi sapere?"

"Innanzitutto cosa diavolo ci facevi in una riserva indiana che non è neppure segnata nelle mappe."

"E' una lunga storia."

"Allora mi metto comodo."

"Non so neppure da dove cominciare…"

"Dall'inizio…"

"OK, dall’inizio…"

"Perfetto."

"Non so esattamente come spiegarti tutto quanto, comunque ci proverò…

Ci sono posti che senti appartenerti anche se non ci sei mai stato, posti che in qualche modo fanno parte di te, e che inevitabilmente prima o poi a sé ti attirano. Il Grand Canyon, la Monument Valley, la Dead Valley: ho sempre sentito qualcosa scombussolarmi dentro ogni volta che li vedevo apparirmi davanti in un film. Anzi, a dirtela tutta, mi bastava anche una pubblicità di MacDonald, purchè nello sfondo si intravedesse una strada in mezzo al deserto, per farmi assalire da un desiderio irrefrenabile di prendere e partire.

 

Qualche anno fa riuscii finalmente ad organizzare il viaggio dei miei sogni. Avevo studiato tutto nei minimi dettagli: le tappe giorno per giorno, i posti da vedere, le miglia da percorrere, era tutto perfetto. Tutto a parte il fatto che poco prima di partire conobbi Alessia, e Alessia divenne il mio mondo, e persino il Grand Canyon sembrò improvvisamente perdere parte del suo fascino. Partii lo stesso, da solo: era troppo tardi per trovare un posto in aereo anche per lei. Non dimenticherò mai tutte le sensazioni provate in quel viaggio. L’emozione di vivere il proprio sogno, le strade sconfinate, i deserti, la serenità mista a malinconia che respiravo ovunque mi trovassi. Mi mancava Alessia. Può un sorriso, uno sguardo, valere  più un sogno o di tutto quanto il Grand Canyon? Allora credevo di sì e, seduto sul bordo del canyon, davanti a quell’incredibile spettacolo sconfinato, mi sono ritrovato a pensare a lei, e a come sarebbe stato poter vivere insieme ad Alessia il Grand Canyon. Ecco perché, fin dal primo giorno del mio ritorno in Italia, cominciai a preparare un nuovo viaggio, questa volta insieme a lei. Alessia e il Grand Canyon, due sogni in un unico viaggio. Ma i sogni sono diversi per ognuno di noi, e non sempre i sogni di una persona possono vivere insieme a quelli di un’altra, e quando lessi tutto questo nei suoi occhi, era ormai troppo tardi. Non l’ho più rivista, Jack. Non potevo sopportare di rivedere i suoi occhi così come li vidi quel giorno davanti al Grand Canyon: erano occhi che non avevano più niente da offrirmi, neppure un sorriso. Così finì la storia con Alessia. Ho passato mesi a cercare di capire come potesse essere successo, ma ci sono domande che sono destinate a rimanere senza risposta. Poi arrivò Carol. All’inizio io non ne volevo sapere niente, non di lei, ma di una nuova storia. Troppi problemi, troppe domande e forse anche troppa paura. Lei in qualche modo capì quello che provavo: non insistette troppo e neppure pensò che volessi in qualche modo prendermi gioco di lei. Si avvicinò a me lentamente, e passo dopo passo ci ritrovammo insieme, e giorno dopo giorno tutte le domande rimaste in sospeso finalmente avevano una risposta, e quella risposta era Carol.

Ma non potevo vivere davvero una nuova storia se prima non chiudevo definitivamente con quella passata, sarebbe stato ingiusto nei confronti di Carol . Ed ecco spiegato il terzo viaggio negli USA ed i tre timbri yankee sul passaporto.”

“Sì, questo spiega i tre timbri, ma non spiega il fatto che tu risulti essere un criminale per la polizia dell’Arizona.”

“Stronzate.”

“Questo lo credi tu. Jimmy, sei ricercato per guida criminale e non ti sei mai presentato al processo, c’è la galera per

  questo, lo sai vero?”

“E tu lo sai cosa intendeva lo sbirro per guida criminale? Intendeva che mi ha visto passargli affianco, veloce come il

  vento, a cento miglia orarie, dove il limite era cinquanta. Tutto qui. Mi dici tu quanti anni ci avrei impiegato a

  raggiungere il mio sogno viaggiando a cinquanta pulciose miglia orarie?”

“Svegliati, Jimmy. Non sei dentro un film con Paul Newman. Questa è vita reale. Non puoi vivere seguendo solo le tue

  regole. C’è la legge, e va rispettata, che ti piaccia o no.”

“OK, ho capito. Devo inventarmi qualcosa che giustifichi tutto quanto. Lo devo fare per Carol.”