Carol e Jim
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- Inserito 26/06/2006 17:23:41 da Giovjk
- Data dell'ultimo testo inserito: 06/10/2006 15:48:41
- E' stato visto 2610 volte
- Il capitolo Jim e Clint è stato inserito 06/07/2006 16:11:22 da Hartigan
- Il capitolo è stato visto 365 volte
- Carol e la voce
- Carol e gli specchi
- Jim e la voce
- Carol sott'acqua
- Carol e i ricordi
- Jim e l'anello
- L'attesa
- Mary
- Nero cenere (Matteo - Italia - 1991)
- Il passato non si dimentica di te.
- Scherzi del destino
- Le spiace se pelo un'arancia?
- Un sogno, un criminale e 10.000 miglia
- L'incontro
- Agenzia investigativa Giorgio F.
- Gli specchi di Jim
- Hollywood
- Jim e Clint
- Una lettera per Clint
- Potrei vedere la casa?
- Un bacio al chiaro di luna
- Tutta la mia fiducia
- Amore per sempre
- Se dovessi rimanere indietro
- Che storia ? mai questa?
- Solo pensieri.
- Le regole del giallo, di Giorgio F.
- Eureka!
- Una seconda chance
Jim e Clint
La scena è talmente spiccicata a quella classica dei telefilm polizieschi anni ottanta, che a stento riesco a trattanermi dal ridere: sono dentro una piccola stanza dalle pareti bianche, senza finestre, luci al neon. L’unica concessione all’arredamento consiste in un un tavolino e due sedie, posizionate al centro della stanza. Di fronte a me due sbirri. Suppongo che uno reciterà il ruolo del buono, mentre l’altro quello del cattivo. “Si sieda.” “Ok.” “Nome?” “Jim.” “Cognome?” “Jupiter.” “Data di nascita?” “14 febbraio 1971.” “Luogo di nascita?” “Catanzaro, Italy.” “Residenza?” “…” “Residenza?” “Toronto, Canada.” “Cosa è venuto a fare negli Stati Uniti?” “Un viaggio.” “Un viaggio dove?” “Grand Canyon.” “E le sue precedenti visite negli Stati Uniti, a cosa erano dovute?” “Un viaggio.” “Un viaggio dove?” “Grand Canyon. Sono un geologo, studio il Pianeta, le roccie, e nel Grand Canyon di roccia ce n’è parecchia.” “E’ qui per lavoro?” “No, sono qui in vacanza.” “Conosceva l’uomo con cui è salito in macchina il giorno dell’incidente?” “No.” “C’è qualcuno in Canada, in Italia o negli Stati Uniti che potrebbe desiderare la sua morte?” “La Hertz.” “Come dice?” “La compagnia che mi ha noleggiato l’auto. Me l’hanno rubata e loro non l’hanno presa troppo bene.” “Non si preoccupi della Hertz, loro sono assicurati. Le viene in mente qualcun altro?” “Il governatore dell’Arizona.” “Si spieghi meglio, ma la informo che ogni cosa che dirà potrà…” “…essere utilizzata contro di me in tribunale…Sì, lo so. E non ho niente da nascondere.” “Perché il governatore dell’Arizona dovrebbe desiderare la sua morte?” “Perchè ero assente durante un processo nel quale ero imputato.” “Per quale reato?” “Ero accusato di guida pericolosa.” “Il rapporto della polizia dice guida criminale. Perché non è andato al processo?” “Perché quel giorno ero al funerale di un amico, e per me l’amicizia è più importante di tutto il resto.” “Anche della galera?” “Anche della galera. Perché non mi arrestate, così la finiamo con questa pagliacciata?” “Non la arrestiamo perché dovrà rimanere in ospedale ancora per qualche giorno. E poi Jack qui lo conosciamo tutti… Mary era una ragazza meravigliosa…” Fino ad ora è stato sempre uno dei due sbirri a parlare. L’altro è rimasto in silenzio, in piedi, mani intrecciate e sguardo attento. Adesso invece è lui a parlare: “Clint, forse è meglio interropere qui per adesso…” “No, Harry, devo arrivare fino in fondo. Puoi lasciarci soli dieci minuti?” “Sei tu il capo…” Non avevo la più pallida idea di che cosa volesse Clint da me. Cercavo di capire dal suo sguardo se fosse incazzato per qualcosa che avevo detto o se volesse dirmi qualcosa che preferiva Harry non sentisse. Anche lui mi fissava…Ho creduto volesse rifilarmi un pugno dritto nei denti, invece…Clint stava piangendo. Provò un paio di volte a parlare, ma senza mai riuscire a completare una singola sillaba, poi finalmente riuscì a dirmi: “Quando abbiamo saputo della malattia di Mary non sapevamo come comportarci…Era impossibile non adorare Mary, così solare, allegra, vivace...Io…Io non riuscivo ad accettare il fatto che non si potesse fare nulla per salvarla. Mi sentivo inutile, impotente e pieno di rabbia. E’ per questo che non riuscii più ad andare a trovarla. Vederla così pallida e debole mi faceva troppo male, mi faceva odiare il mondo intero, perché nessuno poteva fare qualcosa per lei, e così io…io l’ho abbandonata. Mary se n’è andata odiandomi…” “Mary non era capace di odiare. Mary era un fiore, e i fiori sbocciano, profumano, si lasciano accarezzare dal vento, e riempono la vita di mille colori; i fiori non odiano, non ne sono capaci.” “Jack mi ha detto quello che hai fatto per lei…” “Io non ho fatto proprio niente.” “Jim, non avrai un’altra occasione, giocatela bene. Ti sto offrendo la possibilità di uscirne pulito. Cosa vuoi fare?” “Non lo so, dimmelo tu…” “Comincia col chiamare questo numero: ti diranno come fare per metterti in regola con la multa. Pagala, e fallo subito, appena esci da qui. Per quanto riguarda storia della macchina rubata e l’incidente contro il TIR non mi risulta che sia un reato farsi fregare una Pontiac e neppure finire sotto un TIR. Un’ultima cosa: da adesso in poi cerca di evitare i guai, non ti può andare bene per sempre, lo capisci vero?” “Sì…” “Togliti dalle palle Jim, prima che cambi idea.”