Carol e Jim
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- Inserito 26/06/2006 17:23:41 da Giovjk
- Data dell'ultimo testo inserito: 06/10/2006 15:48:41
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- Il capitolo Un bacio al chiaro di luna è stato inserito 20/07/2006 10:52:19 da Hartigan
- Il capitolo è stato visto 427 volte
- Carol e la voce
- Carol e gli specchi
- Jim e la voce
- Carol sott'acqua
- Carol e i ricordi
- Jim e l'anello
- L'attesa
- Mary
- Nero cenere (Matteo - Italia - 1991)
- Il passato non si dimentica di te.
- Scherzi del destino
- Le spiace se pelo un'arancia?
- Un sogno, un criminale e 10.000 miglia
- L'incontro
- Agenzia investigativa Giorgio F.
- Gli specchi di Jim
- Hollywood
- Jim e Clint
- Una lettera per Clint
- Potrei vedere la casa?
- Un bacio al chiaro di luna
- Tutta la mia fiducia
- Amore per sempre
- Se dovessi rimanere indietro
- Che storia ? mai questa?
- Solo pensieri.
- Le regole del giallo, di Giorgio F.
- Eureka!
- Una seconda chance
Un bacio al chiaro di luna
Non posso farci niente, è più forte di me: odio le regole. O meglio odio dovermi standardizzare agli usi e costumi della cosiddetta “società moderna”. Non lo dico per fare il James Dean della situazione o il bulletto di periferia perennemente in lotta contro tutto e tutti. La mia avversione non è rivolta al codice della strada che vieta di superare le cinquanta miglie orarie e non ha nulla a che vedere neppure con le multe per divieto di sosta.
Parlo delle leggi invisibili, quelle che seguiamo senza battere ciglio e che sembrano fatte apposta per renderci la vita migliore, mentre invece sono fatte per rendere tutte le vite uguali, monotone e vuote. Detesto gli orologi. Odio i secondi, i minuti e le ore. La vita non è fatta di minuti o di ore, è fatta di attimi e di palpiti del cuore. Abbasso il finestrino, alzo il volume della radio:
<< On a dark desert highway, cool wind in my hair
Warm smell of colitas, rising up through the air >>
Eccolo qui il mio attimo perfetto: una strada deserta, la notte, il vento, le stelle e “Hotel California” alla radio. Rallento, respiro profondamente, osservo con la massima attenzione tutto quello che mi circonda, ascolto non soltanto la canzone, ma anche il vento. Immagazzino ogni cosa intorno a me: profumi, rumori, silenzi, colori. Improvvisamente non sono più da solo. Alessia, Carol, Mary e Valentina sono insieme a me, così come è insieme a me ogni ragazza con cui ho condiviso anche solo un sorriso, ed ogni amico con cui ho percorso parte del mio cammino.
<< … You can check-out any time you like,
But you can never leave!' >>
La canzone è finità, la strada da percorre è ancora tanta. Penso a Carol. Vorrei rivederla, vorrei che lei mi abbracciasse e da quell’abbraccio capisse tutto: di me, del mio viaggio e del mio modo di vedere le cose. Lo so, chiedo molto, forse troppo. In realtà mi basterebbe che Carol riuscisse ad accettarmi così come sono.
Cara Carol,
indovina un po’…Sono in viaggio e… non ci crederesti mai, non per fuggire da te…Stò tornando a casa.
Mi piacerebbe tu potessi capire i motivi per cui sono partito cinque mesi fa, ma so di non poter pretendere da te anche questo. E’ grazie a te se sono ritornato a sentire i battiti del mio cuore, e di questo ti sarò grato per sempre, comunque vadano le cose al mio ritorno. Credimi, non sono partito per scappare da te, anzi, il motivo era esattamente l’opposto: ho intrapreso questo viaggio per poterti essere il più vicino possibile, perché nei giorni trascorsi insieme non sempre riuscivo ad esserlo.
Se c’è una cosa che ho imparato nei miei viaggi è che ognuno di noi vive e vede le cose a modo suo.
A te il mio viaggio potrà essere sembrata una fuga o comunque un allontanamento. Io invece l’ho vissuto come un liberarmi di qualcosa che non mi permetteva di vivere serenemente e completamente ogni singolo istante insieme a te.
Adesso sono pronto. Vorrei che al mio ritorno niente sia cambiato tra me e te. Per me è così: ti amo e l’amore non ha confini, non si misura in miglia e neppure in mesi. L’amore si misura in battiti del cuore. Finchè il mio cuore avrà la forza di pulsare, io avrò il desiderio di amarti. So di aver messo a dura prova i tuoi nervi e la tua pazienza, soprattutto all’inizio della nostra storia. Non deve essere stato facile avere a che fare con uno come me. Ricordi il nostro primo bacio? Sei stata tu a cercarlo, il giorno del nostro primo appuntamento. Eravamo in macchina, c’era la luna piena e si sentiva il vento sussurrare tra gli alberi…
“Grazie della bella serata Jim…”
“E’ stata una bellissima serata anche per me…”
“Buonanotte.”
“Buonanotte.”
Fu allora che ti avvicinasti per baciarmi. Quel bacio ci lasciò talmente imbarazzati che rimanemmo in silenzio a guardarci negli occhi fino a quando io riuscii a dirti:
“Ti posso chiamare domani?”
“Sì, certo che mi puoi chiamare. Buonanotte.”
Sapevo che avresti cambiato la mia vita, e così effetivamente è stato.
Ti saluto con un bacio, appassionato e incantato, come quella notte con la luna piena
Jim