Carol e Jim
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- Inserito 26/06/2006 17:23:41 da Giovjk
- Data dell'ultimo testo inserito: 06/10/2006 15:48:41
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- Il capitolo Eureka! è stato inserito 04/08/2006 10:06:02 da Hartigan
- Il capitolo è stato visto 348 volte
- Carol e la voce
- Carol e gli specchi
- Jim e la voce
- Carol sott'acqua
- Carol e i ricordi
- Jim e l'anello
- L'attesa
- Mary
- Nero cenere (Matteo - Italia - 1991)
- Il passato non si dimentica di te.
- Scherzi del destino
- Le spiace se pelo un'arancia?
- Un sogno, un criminale e 10.000 miglia
- L'incontro
- Agenzia investigativa Giorgio F.
- Gli specchi di Jim
- Hollywood
- Jim e Clint
- Una lettera per Clint
- Potrei vedere la casa?
- Un bacio al chiaro di luna
- Tutta la mia fiducia
- Amore per sempre
- Se dovessi rimanere indietro
- Che storia ? mai questa?
- Solo pensieri.
- Le regole del giallo, di Giorgio F.
- Eureka!
- Una seconda chance
Eureka!
Eureka!
"Un'altra birra?"
"Come?"
"Ti porto un'altra birra?"
"No, grazie. Sto per andare via."
Esco dal locale. Forse avrei fatto meglio a bermi un'altra birra. Non sono sufficientemente ubricaco per poter sopportare tutto questo: l'aria fredda delle notti nel Montana, il viaggio ormai giunto alla sua conclusione e Carol che ormai mi ha dimenticato. Non gliene faccio una colpa: sono sparito per cinque mesi, non mi sono più fatto sentire. E' solo che…Non lo so…Forse ho visto troppi film anni sessanta, quelli dove lui e lei sembrano felici, ma poi nasce qualche incomprensione, così allontanano, sembra che tutto sia finito, così lui prende il treno e se ne va e affacciandosi un'ultima volta dal finestrino la vede, e lei urla il suo nome, allora lui scende dal treno che avava cominciato a muoversi, e lei lo abbraccia forte: The End.
Carol perché non sei qui? Mi dirigo verso la Camaro. Tolgo l'allarme, le luci lampeggiano e qualcuno mi chiama per nome:
"Jim?"
Mi volto. Un tizio mai visto e conosciuto prima, barba non curata, sigaretta accesa, una giacca che ha visto giorni migliori anni addietro e uno sguardo che vuole a tutti i costi sembrare intelligente.
"E tu chi diavolo saresti? L'ispettore Derrick?"
"Ci sei andato parecchio vicino. Sono un agente privato."
"Bè, stammi bene, agente privato."
"Aspetta. Che fretta c'è? Ho un messaggio per te, da parte di Carol."
Gli lancio una rapida occhiata: è decisamente più grosso di me, ma non mi sembra sia armato. Non mi piace il tono della sua voce, e non mi piace neppure lui. Gli concedo una sola possibilità: se non mi risponde in modo soddisfacente prima gli salto addosso e poi eventualmente penserò a come uscirne senza troppe ossa rotte.
"Sentimi bene agente 007 dei miei coglioni, dimmi come fai a conoscere il mio nome, dimmi come fai a conoscere
Carol e dimmi anche che Carol sta bene, altrimenti…"
"Altrimenti cosa, ragazzino?"
"Altrimenti o riesci a spezzarmi l'osso del collo oppure io ti ammazzo a mani nude, stronzo."
"Ehi, ehi, stai calmo. Carol stà bene, è stata lei a chiedermi di trovarti. Vuole sapere perché non hai mantenuto la tua
promessa, e vuole che sia tu a dirglielo, di persona."
"Carol avrebbe assunto te per trovarmi?"
"Esatto. E anche Alessia."
"Alessia?"
"Sì, anche lei vuole sapere che fine hai fatto."
"Come faccio a sapere che mi stai dicendo la verità?"
"Innanzitutto perché non capisco quale motivo avrei per mentirti, e poi perché Carol mi ha lasciato una lettera per te…Eccola…"
Ciao Jimmy,
ho riscritto questa lettera una infinità di volte…Dentro quelle lettere c’era tutto quello che ho passato in questi mesi: disperazione, rabbia, odio e amore. Mi hai fatto male Jimmy. Hai promesso che saresti tornato e non lo hai fatto. Mi hai mentito. Tutto quello che mi hai detto erano solo bugie?
Non so cosa provo realmente per te adesso. So che siamo stati bene insieme e so di averti promesso che se saresti rimasto indietro, io ti avrei aspettato. Eccomi, io sono qui. Adesso tocca te, Jimmy…
Carol
"Allora? Mi credi adesso?"
"Sì…Ti credo…Certo che ce ne hai messo di tempo per trovarmi…"
"Come sarebbe a dire?"
"Sarebbe a dire che lo insegnano anche all'asilo che tutte le operazioni fatte con la carta di credito sono rintracciabili, e poi lo sai come si chiama questo posto? Si chiama Eureka, lo stesso identico nome del paese dove mi sono fermato nello Utah;e poi qui, in mezzo a questi bovari dai pick up lunghi come treni, una Camaro gialla fosforescente la riconoscerebbe anche mia nonna."
"Vorresti farmi credere che ti sei lasciato degli indizi alle spalle apposta per essere ritrovato?"
"Esatto."
"E perché mai avresti fatto una cosa del genere?"
"Non sono affari che ti riguardano, agente segreto."
"Ehi, lo sai quante miglia ho dovuto fare per trovarti? Mi devi almeno una risposta…"
"Non lo so perché ho lasciato tutti quegli indizi. Forse perché volevo fosse Carol a trovarmi…"
"Bè, Carol ha incaricato me di farlo, cosa cambia? E' come se fosse stata lei a trovarti."
"Sì, è pressapoco la stessa cosa."
"Cosa hai intenzione di fare adesso Jim?"
"Domani restituisco la macchina e poi ritorno a casa."
"Da Carol?"
"Sì, da Carol.”
“Non lasciartela scappare, sei ancora in tempo se vuoi…”
“Il tuo lavoro è finito agente Mulder. Salutami Scully."
<< La persona che parte per un viaggio non è la stessa persona che ritorna. >>
Dentro di me l’ho sempre saputo. La verità è sempre stata lì: negli abissi della mia mente. Adesso finalmente è emersa, e galleggia come un cadavere in mezzo al mare. Mi sono allontanato da Carol perchè non volevo deluderla. Nelle sue parole, nelle sue lettere, Jimmy è una persona diversa da quella che io sento di essere. Ho vissuto la nostra storia seguendo una traccia disegnata da lei, lasciandomi trasportare dai suoi sorrisi, dai suoi sogni, dalla sua passione. Ma per farlo ho annullato una parte di me e di quello che sono, e non potevo continuare così per sempre.
E’ questo che dirò a Carol. Il resto si vedrà.
