Carol e Jim
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- Inserito 26/06/2006 17:23:41 da Giovjk
- Data dell'ultimo testo inserito: 06/10/2006 15:48:41
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- Il capitolo Jim e la voce è stato inserito 27/06/2006 11:06:22 da Hartigan
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- Carol e la voce
- Carol e gli specchi
- Jim e la voce
- Carol sott'acqua
- Carol e i ricordi
- Jim e l'anello
- L'attesa
- Mary
- Nero cenere (Matteo - Italia - 1991)
- Il passato non si dimentica di te.
- Scherzi del destino
- Le spiace se pelo un'arancia?
- Un sogno, un criminale e 10.000 miglia
- L'incontro
- Agenzia investigativa Giorgio F.
- Gli specchi di Jim
- Hollywood
- Jim e Clint
- Una lettera per Clint
- Potrei vedere la casa?
- Un bacio al chiaro di luna
- Tutta la mia fiducia
- Amore per sempre
- Se dovessi rimanere indietro
- Che storia ? mai questa?
- Solo pensieri.
- Le regole del giallo, di Giorgio F.
- Eureka!
- Una seconda chance
Jim e la voce
Jim, non mi cancellerai, vero? Jim, dimmi che non mi odi. Jim, perché non mi guardi più negli occhi? Jim, un giorno capirai.
Non posso sopportare l'idea che Carol possa provare anche solo una parte di tutto quello che ho provato io nel sentirmi dire addio. Non posso, ma qualcosa dovrò pur dirle. Perchè è così difficile vivere?
Il tempo lenisce il dolore e le ferite si cicatrizzano: vero. Ma le parole, quelle rimangono, scolpite nella memoria, indifferenti allo scorrere del tempo, imperturbabili, come i volti dei presidenti sul monte Rushmore.
Non potevo chiederti di capirmi, Carol, perché ognuno di noi nasconde in sé un intero universo, e parte di quell’universo rimane ignoto persino a se stessi, almeno fino a quando non succede qualcosa che cambia tutto, ed è come aver camminato per anni in un vicolo buio e freddo, e all’improvviso senti i raggi del sole riscaldarti la pelle, e alzi lo sguardo, e laggiù, in fondo, vedi sorgere il sole, e cominci a correre, e il vicolo si trasforma in strada, e in fondo a quella strada un ponte, e sai che se lo attraversi non poi più tornare indietro.
Carol, devo andare. Hai illuminato la mia vita e riscaldato il mio cuore; ma oggi sento che la mia vita non è più qui, e neppure il mio cuore. Non so davvero come riuscire a spiegarti tutto questo senza sembrarti banale o peggio ancora vigliacco. La nostra casa, i nostri amici, il mio lavoro. Io non mi sono mai sentito realmente parte di tutto questo. Mi sono sentito parte di te, e una parte di te sarà per sempre con me, ma c’è un’altra parte di me che freme, che si guarda intorno e si domanda: che ci faccio io qui? Devo andare.
Ecco, era questo il messaggio che avrei voluto lasciarti sulla segreteria, quella segreteria che di solito rispondeva con la tua voce: “Ciaaaaoooo!!! Se non rispondiamo è perché non ci siamo, o forse ci siamo ma non possiamo rispondere. Se lasciate un messaggio vi richiamiamo noi, ok? Grazie! Ciao, ciao.”
Ricordi tutti i messaggi vuoti che trovavi puntualmente ogni sera sulla segreteria? Tutti quei beep senza nessun messaggio dietro…bè ero io. Ogni volta che avrei voluto essere a a diecimila chilometri da dove mi trovavo in quel momento, chiamavo, sentivo il tuo “Ciaaaaoooo!!” e immaginavo le tue labbra, il tuo viso sorridente mentre pronunciavi quel “Ciao” e tutto sembrava così diverso dopo, e riattaccavo e mi sembrava che ogni cosa avesse un senso.
Altre volte ascoltavo tutto il messaggio, e ripensavo ad uno di quei mille “forse non possiamo rispondere”, e ti rivedevo in bagno a spazzolarti i capelli, o in camera da letto, a dipengerti le unghie con quello smalto azzurro fosforescente di cui sembravi non poter proprio fare a meno, e mi rivedevo dirti: “Se ti metti quello smalto stasera fingerò di non conoscerti…” mentre invece pensavo che quel colore fosse stato inventato apposta per te, e che quell’azzurro splendente rifletteva ogni mio giorno insieme a te.
Sì, per riuscire a dirti addio devo prima cancellare quel messaggio.
REC.
"in questo momento non sono in casa, lasciate un messaggio e sarete richiamati"
REWIND.
"in questo momento non sono in casa, lasciate un messaggio e sarete richiamati"
Ecco fatto. Niente più “Ciaaaaoooo”, niente più smalto azzurro fosforescente. Niente più Carol.
