Didattica dell'indagine con 221 Baker street The video game
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Didattica dell'indagine con '221 Baker street The video game'
La videoregistrazione della scena di un crimine è diventata un'attività di routine la cui utilità è universalmente accettata e utilizzata non solo durante le indagini, ma anche nelle aule di giustizia, per la capacità di fornire un ritratto in tre dimensioni della situazione. L'operatore deve mostrarsi capace di una ripresa del tutto oggettiva, senza inquadrature che coinvolgano colleghi o il loro equipaggiamento. Anche in questo caso esistono una serie di regole, o suggerimenti, da seguire:
• Introdurre il video, registrando la data, i luogo e le generalità dell'operatore.
• Iniziare le riprese dai dintorni della scena includendo le strade di accesso e di uscita • Cogliere la scena nel suo insieme, poi registrare la disposizione delle tracce nel contesto. In genere è meglio passare ad una visione grandangolare all'inquadratura stretta sui dettagli, piuttosto che saltare da un elemento all'altro, anche se sono significativi per la ricostruzione.
• Registrare la scena anche dal punto di vista della vittima, sistemando la videocamera vicino al corpo e spostando L'inquadratura in direzione dei punti cardinali.
• Fare sempre movimenti lenti e regolari, usare L'illuminazione adatta alla scena e controllare il risultato prima dì considerare la ripresa terminata per poterla eventualmente ripetere.
• Le registrazioni video hanno valore di prova, per questo non possono essere editate o tagliate. É buona norma, come per ogni materiale audio/vìdeo/fotografico, fare sempre una copia di riserva.
Non è infrequente trovare, nella storia dei delitti e delle investigazioni, casi risoltí a distanza di anni proprio grazie a una corretta documentazione fotografica. Fissare
+nel tempo la scena di un evento criminale permette di riprendere, analizzare, confrontare a distanza di tempo, e magari cogliere aspetti prima trascurati, o non valutabili per mancanza di informazioni.
Le regole della ripresa fotografica sono sostanzialmente simili a quelle del video, con l'attenzione ai passaggio dalia visuale più allargata a quella più stretta per ciascun dettaglio. Non è mai possibile stabilire a priori quanti scatti saranno necessari: vale l'ovvia regola dell'errore per eccesso, piuttosto che per difetto.
Video e foto non sono assolutamente momenti alternativi, forniscono anzi informazioni integrate, e l'introduzione delle moderne tecniche di imaging digitale consente di dare ulteriore spessore alle foto, inserendole, per esempio, nei supertecnologici sistemi di elaborazione tridimensionale della scena del crimine.
Terminata la fase di documentazione video-fotografica, si passa a realizzare quelli che sono definiti sketch, ovvero mappe e schemi grafici della scena del crimine. Questi permettono di ricostruire l'ambiente nel rispetto delle dimensioni e della prospettiva originaria. Il disegnatore deve inserire tutti gli elementi significativi, per esempio la posizione del corpo o la localizzazione delle tracce in relazione ai muri, ai mobili, a porte e finestre (nel caso di scena al chiuso), oppure ad alberi, corsi d'acqua e rilievi (se all'aperto).
Anche se non è necessaria una particolare abilità grafica, certamente occorre procedere con metodo, tracciando un primo schizzo abbozzato pur se corretto nelle misurazioni, per poi riprenderlo successivamente con un segno più pulito ed esteticamente valido. In genere si usano due prospettive: quella dall'alto (a «volo d'angelo») o la visione laterale della scena.
(Estratto dalla rivista Newton: "Scena del crimine"
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