Didattica dell'indagine con Colpevole!
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Didattica dell'indagine con 'Colpevole!'
L'INTERROGATORIO
L'interrogatorio è un processo di valutazione di un sospetto, di una vittima o di un testimone, attraverso la formulazione di
opportune domande, con lo scopo di trarre informazioni o correlare evidenze che possono essere utilizzate per l'identificazione dell'autore di un reato.
Per interrogare è necessario conoscere i dettagli dell'indagine.
Questo permette di: porre le giuste domande
valutare la veridicità delle risposte
evitare di fornire notizie utili per la sua difesa
Chi non conosce il caso non deve parlare con l'indagato.
Prima regola: Avere una conoscenza del soggetto da sentire.
Solo sapendo con chi si ha a che fare si può scegliere un sistema o un metodo.
Iniziare la conversazione chiedendo notizie in generale sulla sua vita ( studi, famiglia, lavoro, amicizie.....)
Le notizie che si raccolgono in questa " atmosfera " servono per capire ed interpretare le notizie successive.
Seconda regola: Non avere fretta.
Non perdere la pazienza, mantenere un contegno sereno, anche di fronte alla menzogna ed alla reticenza.
Più si imprime alla conversazione un clima di riflessione, prima si arriverà alla verità.
La serenità schiarisce le idee, mentre la fretta, o l'ira, annebbia la razionalità e la chiarezza mentale.
Terza regola: Verbalizzare via via le dichiarazioni rese.
Se appaiono in un secondo tempo contraddittorie, possono offrire l'arma per mettere in difficoltà la persona
sulla quale si investiga ( provano la sua responsabilità anche senza la sua confessione )
Ricordarsi che la " vessazione " del soggetto deve essere bandita, sia perchè è vietata dalla legge, sia perchè
è improduttiva e controproducente.
L'interrogatorio deve essere effettuato almeno da due persone.
Prima di interrogare devono prendere visione di tutti gli atti. Una incertezza o un errore di chi conduce offre
una potente arma psicologica all'interrogato.
L'AMBIENTE: Deve avvenire in un locale con minimo mobilio,a finestre chiuse,senza arredamenti vistosi o apparecchiature,
senza telefoni che squillano o porte che improvvisamente si aprono e che possono intimorire o influenzare
l'interrogato in momenti psicologicamente favorevoli.
LE DOMANDE: devono essere trascritte integralmente sui verbali e devono essere brevi, chiare, precise, facilmente
comprensibili ed adeguate alle capacità intellettuali, culturali e sociali dell'interrogando.
Devono essere preferite le domande indeterminate, senza indicazioni sull'oggetto che si vuol conoscere,
alle domande determinate, con indicazione dell'oggetto che si vuol sapere, perchè agevolano i ricordi e
non attivano suggestioni.
Devono essere preferite le domande indirette ( es. Chi ha visto? ) a quelle dirette ( es. Ha visto tizio? )
poichè possono suggestionare e non stimolare i ricordi.
In ogni fase dell’indagine è necessario acquisire le informazioni in modo formalmente ineccepibile, per poterle pienamente utilizzare in fase processuale, rispettando gli articoli del Codice di Procedura Penale (in modo particolare dell’art. 188 C.P.P.) che riguardano le modalità di assunzione delle informazioni.
Mentre per l’investigatore l’obiettivo dell’interrogatorio è di ottenere una piena confessione, per l’art. 188 C.P.P. l’obiettivo è il rispetto della corretta modalità con cui questa confessione è stata raccolta e di come dovrà essere poi documentata in fase processuale. In base al Codice di Procedura Penale le dichiarazioni non possono essere forzate, né estorte con minacce o violenze.
L’investigatore incaricato delle indagini è la prima persona che prende contatto con l’indagato: non deve agire con aggressività o violenza poiché il prosieguo delle indagini dipenderà anche da come lui stabilirà questo contatto.Deve mirare perciò a conquistare la fiducia dell’indagato (pur ritenendolo autore del reato) spiegandogli i vantaggi di un atteggiamento collaborativo, come la riduzione delle conseguenze negative della sua condotta delittuosa.
A cura dell'utente Martina
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