INDAGiocARE - Giochi di investigazione

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Didattica dell'indagine con Indovina chi?

Altre schede sul gioco Indovina chi?:

Didattica dell'indagine con 'Indovina chi?'

Per iniziare un percorso….

Il percorso che qui comincia condurrà, attraverso i vari link tra i giochi, i libri o gli articoli, ad una sorta di "scuola dell'investigazione" di base. Un semplice percorso ma che comprederà tutte le domande e le metodiche necessarie ad una indagine


 

Indovina chi?


La capacità di fare domande giuste per ottenere giuste risposte che aiutino una indagine, è una qualità anelata da chiunque abbia a che fare con attività di natura connesse alla ricerca.
"Indovina chi?", uno dei giochi in assoluto più semplici, al punto che rientra nella categoria dei giochi per bambini, pone le basi di quella che è la metodologia investigativa: più elementare C' è qualcosa da scoprire. Devo porre/pormi una serie di domande che mi condurranno ad una spiegazione/rivelazione dei fatti di ciò che è stato celato.
Questo semplicissimo gioco consente di mettere in luce, (è il 2 + 2 = 4 in matematica che ci fa formulare in seguito equazioni estremamente complesse) alcune difficoltà che si incontrano in una una reale indagine.
E’ un semplice gioco di domande e risposte.
Tramite queste risposte si dovrà scoprire tra ventiquattro carte individuo quale personaggio viene nascosto dal nostro avversario il quale, a sua volta, deve, per dinamica di gioco tentare d indovinare il nostro.
Sebbene sia effettivamente il gioco di investigazione più semplice (addirittura tanto semplice che il vincitore di solito è quello che inizia ), contiene in se alcuni elementi interessanti che esamineremo.
Praticamente il gioco ricorda nelle domande quello che succede nelle identificazioni fotografiche utilizzate dagli inquirenti con i testimoni oculari o nei cosiddetti “confronti all' americana”, in cui un sospetto viene fatto vedere ad uno o più testimoni insieme ad altri individui con caratteristiche simili per una, possibile, identificazione del colpevole.
La differenza tra realtà e gioco, è che in quest'ultimo abbiamo una linearità data dall’eliminazione di determinati sospetti dopo ogni domanda che formuliamo e, per eliminazioni successive individueremo la carta nascosta.
Fuori dal gioco le cose sono più complesse, sicché, una indagine non sempre riesce a seguire il percorso migliore e, le varie ramificazioni che ne possono derivare  rischiano di condurre a conclusioni anche disastrose.
Ma torniamo a “Indovina chi?”.
Quali sono le principali caratteristiche che lo allontanano dalla realtà?
Nel gioco le nostre domande sono indirizzate ad una comunità ridotta (12 uomini e 12 donne) e, per caratterizzare questi ventiquattro sospetti vengono utilizzate immagini stilizzate graficamente.  Nella realtà, nei visi reali (fotografici o confronti) le differenze, sono sempre minime e  di dubbia interpretazione.

LE DOMANDE BASE
Maschio o femmina, colore dei capelli, colore del vestito, con il cappello o senza e (nel caso che la prima risposta fosse maschio) ha la barba o i baffi solitamente sono domande sufficienti per individuare la carta nascosta dal nostro avversario nel gioco.
Per dinamica del gioco, con allungamenti dei tempi che lo renderebbero tedioso e difficile per i bambini ai quali è dedicato, è stato giustamente necessario bilanciare, la difficoltà con la soddisfazione prodotta dall' indovinare per primi.
E’ immediato rendersi conto che queste poche domande, sono insufficienti ad incriminare chicchessia nella realtà.
Provate a descrivere ad un vostro amico una persona che conoscete bene entrambi limitandovi alle caratteristiche fisiche:
Escludete tutte le caratteristiche che possono variare:
I capelli ad esempio: lunghi, corti o colorati sono caratteristiche che chiunque può alterare in breve tempo, lo stesso dicasi per barbe, occhiali, abiti e stazza corporea.
Solo alcune caratteristiche possono essere prese in seria considerazione per la sicura descrizione di un individuo:
Sesso: maschio o femmina (sebbene abili truccatori possono fare miracoli accetteremo questa risposta)
Segni particolari: nei tatuaggi, sfregi o particolari difetti corporei che rendono unico un individuo.
Altezza: Sembra essere una caratteristica difficilmente camuffabile.
Età: Va data approssimativa poiché se incontriamo uno sconosciuto difficilmente potremmo dire con certezza i suoi anni.
Razza: chiaramente se avete soltanto in comune un amico africano evitate di descrivere proprio lui
Descrizioni somatiche: Tipo di viso, tipo di labbra, tipo di naso ecc.( anche per le caratteristiche somatiche valgono i presupposti del sesso e cioè che sono camuffabili più o meno abilmente).
Limitando i parametri a queste sei caratteristiche comunque incontrerete difficoltà anche a descrivere il vostro partner o un vostro parente stretto.
Un esperimento molto semplice che ho fatto è stato quello di realizzare un gioco simile a "Indovina chi?" utilizzando reali visi ritagliati da riviste piu o meno grandi uguali ed incollati su cartoncini.
Facevo quindi osservare ad una persona una foto per circa una quindicina di secondi. Riponevo poi la stessa immagine nel mazzo insieme alle altre e consegnavo lo stesso ad un altra persona.
Il possessore del mazzo dopo un tot di tempo che variava da 15 a 60 minuti chiedeva alla prima persona di descrivergli il viso che aveva estratto dal mazzo mentre lui, in base alla descrizione fornita andava escludendo soggetti fino a trarre una conclusione.
I risultati non sono stati molto incoraggianti. Circa il cinquanta per cento degli esperimenti è finito con lo sbaglio nel descrivere/riconoscere il personaggio estratto a caso.
Le osservazioni interessanti che personalmente però ne ho tratto sono:
Ci sono frequentemente problemi di descrizioni accurate per problemi legati alla concezione delle sfumature di colore (capelli, occhi) da parte di chi descrive e da parte di chi riconosce.
Altri problemi sono soprattutto legati al linguaggio: persone con culture diverse possono dare descrizioni diverse dello stesso individuo ed in alcuni casi addirittura avere una capacità di descrizione estremamente limitata a pochissimi caratteri somatici. (Es. Termini come mascella, lobo, narici ecc. in parecchie identificazioni non vengono mai nominate.)
Resta altresi il problema gia riscontrato nel gioco: la piccola comunita di individui all'interno della quale dobbiamo cercare che limita non poco la difficolta della ricerca, che, torno a ribadire nella vita reale espande la difficoltà in maniera esponenziale.
Mi sento quindi di poter ritenere, che la capacità di descrizione di un testimone oculare abbinata a quella di un esaminatore abbia una possibilità decisamente bassa (circa il 10%) per essere di vero aiuto in una indagine volta verso ignoti.

vedi articolo



Ero decisamente in dubbio se cominciare con i giochi di intuizione o i giochi di domande......ma, visto che questa era una domanda non avevo più dubbi.

Porsi delle domande aiuta a crescere, porre delle domande ci aiuta a conoscere il mondo che ci circonda, e la capacità di porsi e porre le domande giuste nella vita è una virtù che va coltivata.
Ma esiste un modo giusto per porre delle domande?
Prendiamo gli insegnanti di scuola, come interrogano un allievo?; esiste uno standard per le interrogazioni? Fortunatamente no!
C'è la preparazione da parte di uno studente che dovrebbe essere più o meno equilibrata agli altri allievi della sua classe e quindi, l'insegnante dovrebbe proporre una serie di domande che, non potendo essere tutte uguali, per correttezza, dovrebbero avere almeno gli stessi parametri come grado di difficoltà per tutte le interrogazioni.
Ma è possibile stabilire quale grado di difficoltà è in grado di affrontare un individuo in un determinato momento della sua vita?
E un insegnante è in grado di stabilire la difficoltà di una sua domanda?
Chiaramente sto tirando un pò la corda: gli insegnanti fanno bene il loro lavoro così come lo fanno e gli alunni fanno bene la loro parte comprese quelle volte in cui non si sono preparati abbastanza.
In questo caso la giusta formulazione della domanda richiede preparazione.
Nel caso della scuola, la preparazione per stabilire la comunicazione giusta tra allievo e insegnante, si ottiene tramite lo studio (conoscenza).
Tra un dottore e un paziente non ci dovrebbe essere menzogna poichè entrambi cercano la soluzione del problema quindi Feeling. Un ricercatore scientifico cerca le risposte tra risultati ottenuti dalle sperimentazioni che poi saranno verificate da altri appartenenti alla sua comunita per una conferma.
Un interrogatorio della polizia, a differenza della interrogazione scolastica fatta per verificare la preparazione di uno studente, cerca di estrapolare informazioni di cui, l'interrogato, potrebbe essere o no a conoscenza. Quindi non domande per una risposta di verifica ma domande atte a fornire risposte/indizi che aiutino l'interrogatore verso la soluzione del problema.
Una via di mezzo viene praticata dagli assistenti sociali: devono aiutare qualcuno e per riuscire meglio nel loro intento devono avere piu informazioni possibili sui soggetti presi in esame.
Al primo incontro, l'assistente consegna un questionario con delle domande standard, uguali per tutti gli assistiti, che cominciano a scremare tra le varie tipi problematiche di intervento. In seguito, individuato il problema reale l'assistente avvia un colloquio faccia a faccia con l'assistito e qui entra in ballo tutta l'esperienza dell'assistente che durante la lunga chiaccherata, tramite tecniche di feedback, cercherà di comprendere se la persona nel questionario ha risposto adeguatamente alle domande o se ha alterato le risposte per ottenere una assistenzo diversa.
Diciamo quindi che non esiste un modo per formulare domande giuste. Queste devono variare continuamente in base a tre fattori: A chi stiamo chiedendo perchè e che tipo di risposta dobbiamo ottenere.
L' attenzione alle risposte è invece unica. Da esse dobbiamo essere sempre in grado di risalire a ciò che stavamo cercando. Quindi massima dedizione alla ricerca del nascosto anche quando di fronte a noi pensiamo di avere il più genuino degli individui. (vedi articolo)
Il Feedback, è quella tecnica studiata per consentire al formulatore di domande di ottenere informazioni che potrebbero rimanere celate nelle risposte verbali.
Le tecniche utilizzate le analizzeremo negli approfondimenti del gioco LIE DETECTOR
Applicazioni pratiche

Le applicazione pratiche del formulare domande e di valutare le risposte credo siano impossibili da elencare. Come dicevamo, fin da bambini, porsi/re delle domande e dare/si delle risposte aiuta a crescere: nei rapporti, nel lavoro, nello studio ecc.
Quindi mi sento di sostenere che domande e risposte sono una "pratica" della vita.
Un pratico esercizio si può fare nelle chat delle varie comunità sparse su internet. L'applicazione, non è realmente praticissima visto che spesso non siamo in grado di verificare l' attendibilità dei nostri interlocutori, ma, proprio per questo motivo, credo si debba intensificare lo sforzo per cercare di comprendere, dalle sue risposte/domande chi realmente si cela dietro un nick: uomo, donna, vecchio, giovane.... impossibile da decifrare?.... non proprio.
Ad esempio in una comunità di artisti domande di un certo tipo (es. parlare di un determinato artista o genere artistico) ci puo fare capire la preparazione, il grado culturale o semplicemente se esso si trova in quella comunità per fare solo nuove conoscenze o se si trova lì per condividere, con altri legati dallo stesso interesse, le proprie esperienze ecc.
Argomenti giovani (generi musicali, fumetti, cartoons, programmi scolastici, ecc. potrebbero non trovare risposte adeguate se chi si trova aldilà del web ha una età superiore (o inferiore in base all' argomento di discussione) a quella dichiarata....
E' anche vero che nel web troviamo tutto e il contrario di tutto (uno specchio del mondo).Ho semplicemente fatto un paio di esempi per evidenziare come ( se non abbiamo la webcam) un piccolo sforzo dedicato a formulare le domande giuste sia importante e, in parte, renda possibile aggiungere qualcosa al non detto da chi sta comunicando con noi. Libro per iniziare

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