Didattica dell'indagine con Lupus in Tabula
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Didattica dell'indagine con 'Lupus in Tabula'
Questa lezione che state per leggere, in realtà, non possiamo considerarla come qualcosa che si possa insegnare a qualcuno. Forse bisogna intendere questa lezione di Ludologia Forense come un chiarimento. Parleremo, dunque, di quella dote particolare che un detective dovrebbe assolutamente avere: il fiuto, l’intuizione. Stiamo parlando dell’esatto opposto della retroanalisi.
Il gioco “Lupus in Tabula” si presta perfettamente per evidenziare questa dote particolare, che comunque, chi più chi meno, abbiamo tutti. Nel gioco dobbiamo scoprire due lupi mannari ma di quali indizi sicuri disponiamo durante il gioco per individuarli? Se nessuno bara aprendo gli occhi direi nemmeno uno. Se avete letto bene il regolamento (regole base) del gioco avrete già capito che solo “Il Veggente” dopo avere interrogato il moderatore dispone di qualche elemento concreto, peccato che il suo problema sia quello di non potere parlare liberamente con gli altri e quindi, per essere credibile, ma non troppo, per non farsi scoprire dai lupi, dovrà compiere grandi sforzi pena essere sbranato anzitempo o di essere linciato dalla folla inferocita per essere creduto un lupo egli stesso.
Ma usciamo dal gioco. E’ capitato a tutti di incontrare qualcuno per strada, o in qualsiasi altro luogo e avere la sensazione che si trattasse di un poco di buono, un bugiardo, uno scippatore, ecc. Oppure, al contrario, di incontrare qualcuno e di sentire di poterci fidare di lui/lei. Lasciamo perdere le volte che abbiamo “indovinato” e quelle che ci siamo sbagliati. Cosa ci spinge in quel momento ad operare una scelta senza avere nessun indizio che ci spinga in una direzione piuttosto che in un’altra? Il grande semiologo americano C. S. Pierce (10/9/1893 – 19/4/1914) sosteneva che :” L’Abduzione si basa sulla fiducia che esista un’affinità tra la mente che ragiona e la natura sufficiente a rendere il tentativo di indovinare non completamente privo di speranza, a patto che ogni tentativo sia controllato attraverso il confronto con l’osservazione.”. Pierce considerava l’abduzione (“che dipende dalla nostra speranza di indovinare, prima o poi, le condizioni sotto le quali un un dato tipo di fenomeno si presenterà”) uno strumento di comunicazione tra l’uomo e il suo creatore, un “privilegio divino” che deve essere coltivato. Attribuiva ad essa la nostra stessa capacità di essere sopravvissuti come specie attraverso le ere che ci hanno preceduto. Pierce era un uomo estremamente colto e i suoi ragionamenti non fanno una grinza, riconduceva all’abduzione i comportamenti istintivi come le migrazioni dei pettirossi o la costruzione degli alveari delle api dove il ragionamento è preceduto dall’istinto innato nella specie. Se statisticamente le intuizioni innate in una specie fossero sbagliate la specie probabilmente si estinguerebbe in breve tempo. Pierce spiegava il comportamento istintivo dell’uomo con queste parole:”…deriviamo spesso dall’osservazione forti indicazioni di verità, senza essere in grado di specificare quali circostanze dell’esperienza hanno convogliato quelle indicazioni…”, ancora sostenne che questi giudizi percettivi “…sono il risultato di un processo, benché di un processo non sufficientemente conscio da essere controllato o, per dirla meglio, non controllabile e quindi non pienamente conscio..” “..come un lampo di luce.”. Pierce dunque sosteneva che l’stinto, la prima impressione erano decisivi non solo per una indagine ma anche per la vita stessa di un individuo. Mi sento di sostenere che la prima impressione che abbiamo di qualcosa ci “azzecca” nel 70% dei casi che la vita ci propone: incontri con persone, viaggi che non ci sentiamo di affrontare e chi più ne ha più ne metta, ma attenzione non sto parlando di parapsicologia, l’istinto è qualcosa che abbiamo, lo ripeto, tutti chi più e chi meno e su questo sfido chiunque a sostenere il contrario.
Per concludere, l’istinto è fondamentale per un detective, la sua cultura investigativa e le sue capacità deduttive di retroanalisi lo aiuteranno a dimostrare a tutti che non si stava sbagliando.
Nota bene: Nel gioco la situazione in cui ci si trova a giocare solo con due lupi e un veggente è presente solo nella versione in otto. Con nove o più giocatori ci sono altri personaggi che hanno a disposizione dei dettagli aggiuntivi (Medium, Massoni...) in questi casi particolari l'intuito è un po meno necessario...